Descrizione delle attività egli obiettivi

Il Progetto rappresenta la continuazione e lo sviluppo della collaborazione tra l’Ospedale Regionale di Iringa (Tanzania) e l’Ospedale di Vicenza (Italia), che ha avuto inizio nel 2003 e ha assunto la forma del gemellaggio, con l’obiettivo generale di migliorare la qualità del servizio sanitario offerto alla popolazione, attraverso un rapporto stabile delle due istituzioni, in un quadro di amicizia tra le rispettive Regioni (Iringa e Veneto).

Il Progetto si propone pertanto di consolidare i risultati raggiunti e di affrontare alcuni dei punti critici individuati, avendo come riferimento le scelte di politica sanitaria del paese e in particolare il documento Tanzania Quality Improvement Framework.

Il Piano di Azione riguarda i prossimi tre anni (2018-2020), ma va considerato nell’ottica di una continuità di intervento e in una prospettiva a lungo termine.

Accanto agli interventi, realizzati e in corso, di riabilitazione e ampliamento degli edifici e alla fornitura di materiali ed equipaggiamento, le risorse disponibili saranno dedicate al sostegno del personale, con iniziative di formazione, aggiornamento e miglioramento del contesto lavorativo.

Origini dell’iniziativa

Le attività finora realizzate si possono ricondurre a tre fasi:

I fase – periodo 2004 – 2008;

II fase – periodo 2009 – 2013;

III fase – periodo 2014 – 2017.

I fase

Sin dall’inizio, nel 2003, l’iniziativa ha avuto l’obiettivo generale di creare una collaborazione stabile tra i due ospedali (Ospedale San Bortolo di Vicenza e Ospedale di Iringa in Tanzania) e le rispettive Regioni, ed una serie di obiettivi specifici relativi al miglioramento del servizio sanitario per la popolazione.

I risultati attesi nella prima fase (2004-2008) erano i seguenti:

  • Riabilitazione fisica e funzionale del Dipartimento di Chirurgia;
  • Raggiungimento di accettabili livelli qualitativi nei servizi di Chirurgia, Ostetricia, Ortopedia e Urologia;
  • Servizio di Anestesia competente e sicuro;
  • Servizio di sterilizzazione efficiente e sicuro;
  • Qualità ed efficienza dei servizi diagnostici (Radiologia e Laboratorio);
  • Personale sanitario competente e motivato.

II fase

Per la seconda fase (2009-2013) l’attenzione si è concentrata sui servizi di maternità e pediatria, pur continuando il supporto tecnico alle altre aree. Sono stati concordati i seguenti punti, sanciti dal Memorandum of Understanding firmato il 16/03/2010:

  • Costruzione di una nuova Maternità e di un nuovo Reparto Pediatrico;
  • Fornitura ed equipaggiamento nuova pediatria e sala parto;
  • Formazione di personale ostetrico e pediatrico;
  • Formazione infermieristica di base estesa a tutto l’Ospedale di Iringa;
  • Formazione di personale dedicato alla ecografia clinica;
  • Avvio di un servizio di consulenza a distanza (telemedicina) per cardiologia;
  • Mantenimento della qualità del servizio chirurgico, ortopedico ed anestesiologico;
  • Miglioramento della gestione dei magazzini.

In ottobre 2013 sono state ufficialmente consegnate le nuove costruzioni relative alla Maternità e al Reparto Pediatrico in una cerimonia di inaugurazione alla quale erano presenti Autorità politiche locali e italiane.

III fase (2014-2017)

La terza fase (2014-2017) è stata caratterizzata principalmente dall’implementazione di una nuova ed importante collaborazione con il CCBRT (Comprehensive Community Based Rehabilitation Tanzania) di Dar es Salaam altamente specializzato nella disciplina ortopedica, pur proseguendo la formazione del personale sanitario nelle altre discipline e la ristrutturazione edilizia e funzionale del nuovo Gruppo Operatorio.

Obiettivi specifici realizzati:

  • Ristrutturazione completata del Gruppo Operatorio dell’Ospedale di Iringa;
  • Corsi di formazione in pediatria ed ostetricia da parte del KCMC di Moshi;
  • Implementare una collaborazione con il CCBRT di Dar per la formazione continua in ortopedia;
  • Insediamento del nuovo Coordinatore locale del progetto;
  • Proseguire il supporto alla attività didattica in ecografia;
  • Proseguire il supporto alla telemedicina in Cardiologia;
  • Implementare una collaborazione con il CUAMM di Padova per il progetto di formazione in anestesia;
  • Supporto formativo per il personale medico ed infermieristico dell’Ospedale di Iringa;
  • Realizzare un Refreshing course in sterilizzazione e lavanderia.

Considerazioni generali

Da circa cinque anni l’Ospedale di Iringa ha cambiato la propria identità giuridica da semplice ospedale regionale a inizialmente “Referral Hospital” ed attualmente ha ricevuto il titolo di “Referral Teaching Hospital”.

Questa titolarità prende origine dalle molteplici iniziative che da più parti hanno contribuito negli anni al miglioramento generale degli standard curativi attuati all’interno dell’ospedale. Tutto ciò si evince dall’elenco degli obiettivi specifici raggiunti e sopra menzionati.

Attualmente mancano ancora delle attività e servizi sanitari all’interno dell’ospedale che lo possano rendere adeguato allo standard giuridico che il titolo richiede.

Tra i bisogni che la controparte locale ci ha richiesto abbiamo condiviso quelli che più di altri possono dare una risposta alle necessità attuali di assistenza del bacino di utenza.

IV fase (2018-2021)

ATTIVITA’ PROGETTUALI ED OBIETTIVI:

  • Realizzazione di una nuova Rianimazione Semi-Intensiva;
  • Realizzazione di un Laboratorio Ortopedico “Orthopedic Workshop”;
  • Realizzazione di un nuovo Centro di Formazione Sanitario;
  • Formazione del personale sanitario dell’Ospedale di Iringa;
  • Mantenimento delle attività di assistenza tecnica e di manutenzione delle infrastrutture strategicheal buon funzionamento dell’Ospedale di Iringa quali: il Gruppo Operatorio, la Sala Parto, il Servizio di Terapia Semi-intensiva, la Centrale di sterilizzazione e la Lavanderia;
  • Approvvigionamento di attrezzature e materiale di consumo non reperibili in Tanzania;

L’aspetto formativo rappresenta l’obiettivo più significativo dell’intervento, per dare un senso di continuità futura e non di supplenza a tutta l’operazione.

Esso si basa essenzialmente sulle seguenti modalità:

  • Formazione “on the job” coinvolgente tutto il personale inserito negli obiettivi iniziali del progetto con estensione alle restanti figure professionali in relazione all’ampliamento dei settori di intervento del progetto stesso (es. pediatria, patologia HIV correlata, etc.);
  • Stage formativi e corsi in Tanzania: contemporaneamente alla riabilitazione dei vari servizi e la costruzione ex nova di una nuova Unità materno Infantile previsti nelle attività del progetto è mandataria la presa in carico della riformazione del personale locale attraverso l’istituzione di stage in loco e l’invio di personale dell’ospedale presso strutture sanitarie specializzate del paese per periodi di refreshing;
  • un aspetto particolarmente delicato sarà quello della scelta e della preparazione del personale italiano, che dovrà essere in grado di interpretare le finalità del progetto, adattarsi al contesto e rapportarsi con il personale locale.

Fattori di sostenibilità

La garanzia principale di sostenibilità deriva da una pianificazione concordata con la controparte, in modo da tenere conto della politica sanitaria del paese e da introdurre miglioramenti compatibili con le risorse umane, tecnologiche e finanziarie locali.

D’altra parte bisogna prendere atto che i servizi sociali dei paesi poveri sono sostenibili solo con l’aiuto internazionale. Perciò l’altro aspetto importante è quello di garantire un appoggio di lunga durata. I problemi a cui il progetto intende dare risposta non avranno soluzione in pochi anni: né la capacità di manutenzione, né le possibilità di investimento nella innovazione, né la continuità delle forniture, né l’adeguamento numerico dell’organico o la motivazione del personale.

La logica del gemellaggio è appunto quella di un impegno a lungo termine, destinato a crescere e ad articolarsi nel tempo, offrendo la garanzia di un rapporto tra istituzioni e non soltanto tra persone.